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E, così, abbiamo cercato di dare "grana" alle nostre voci e "scrivere ad alta voce".

 

Questo progetto nasce durante il periodo di emergenza sanitaria Coronavirus da marzo a giugno 2020.

 

Non c'è dubbio che la didattica ha senso solo in presenza, perché lo "sguardo", come diceva Socrate ad Alcibiade, è fondamentale affinché si possa vedere l'anima dell'altro, e accedere alla conoscenza di se stessi ...

 

La didattica a distanza è qualcos'altro, un altro che ci ha permesso, però, di cogliere lo "sguardo"della nostra voce ...

 

Roland Barthes, un grande maestro del Novecento, parlava della necessità di dare corpo alla voce.

 

"Se fosse possibile immaginare un'estetica del piacere testuale, bisognerebbe includervi: la scrittura ad alta voce (che non è affatto la parola). Nell' antichità la retorica comprendeva l'actio, insieme di regole che permettevano l'esternamento corporeo del discorso. La scrittura ad alta voce lascia l'espressione al feno-testo (il testo visibile, quello stampato); quest'ultima è portata non dalle intonazioni, dagli accenti ma dalla grana della voce, che è un misto di timbro e di linguaggio e che diviene l'arte di condurre il proprio corpo. Essa non è fonologica ma fonetica (si occupa quindi dell'aspetto fisico dei suoni); il suo obbiettivo non è la chiarezza dei messaggi, ma un testo in cui si possa sentire il timbro, l' intensità di una voce, la patina delle consonanti, l' articolazione del corpo e della lingua " R. Barthes "Il piacere del testo.

E, così, abbiamo cercato di dare "grana" alle nostre voci e "scrivere ad alta voce".

 

Buon ascolto!

 

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